
Le origini e le opere d'arte della Cappella di San Rocco in Piobesi Torinese
La Cappella, così come la vediamo oggi, fu costruita nel 1757, come riedificazione di una precedente Cappella del medesimo titolo.
L'opera venne commissionata dalla Comunità di Piobesi, che ne era proprietaria, ed il documento fondante è la Deliberazione della Magnifica Comunità del Luogo di Piobesi, stilato in data 12 maggio 1757, con cui si stabiliva la riedificazione della Cappella di S. Rocco, previa demolizione della “Cappella vecchia”.
La costruzione fu quindi affidata, per la progettazione, all'ing. Gariglietti e, per la realizzazione, al “Mastro di Muro” Carlo Tua.


I lavori, iniziati nel mese di aprile, terminarono nello stesso anno in coincidenza alla ricorrenza della Festa del Santo (16 Agosto), per un costo complessivo di 1.900 Lire (corrispondenti all'incirca alla retribuzione di 7-8 anni di un impiegato dell'epoca).
Nel successivo 1818 fu necessario un importante intervento di manutenzione alla volta della Cappella, per un importo di 278 Lire, effettuato sotto la responsabilità di Giovan Battista Tua che, si presume, fosse un discendente di quel Carlo Tua, costruttore della Cappella stessa.
In data 14 luglio 1824 il Comune deliberò ed affidò al capomastro Giuseppe Rubino il rinnovo dell'altare e dei connessi arredi. Il 16 agosto 1930, dopo oltre un secolo, venne inaugurato un nuovo altare di marmo, ora non più esistente.
Dal 1999 l'edificio, con DL n. 490 del 29-10-1999, è sottoposto al Vincolo di Tutela dei Beni Culturali.
La Comunità di Piobesi delibera la riedificazione della Cappella di S. Rocco. Il progetto è affidato all’ing. Gariglietti e la realizzazione al Mastro di Muro Carlo Tua, per un costo di 1.900 Lire.
Un importante intervento di manutenzione alla volta della Cappella, per un importo di 278 Lire, effettuato sotto la responsabilità di Giovan Battista Tua.
Il Comune di Piobesi delibera un intervento di riparazione della copertura della Cappella.
Il Comune delibera ed affida al capomastro Giuseppe Rubino il rinnovo dell’altare e dei connessi arredi.
Il 16 agosto viene inaugurato un nuovo altare di marmo, dopo oltre un secolo dal precedente intervento. L’altare oggi non è più esistente.
Con DL n. 490 del 29-10-1999, l’edificio è sottoposto al Vincolo di Tutela dei Beni Culturali.
I documenti storici che testimoniano le vicende della Cappella di San Rocco

Riedificazione cappella

Riedificazione cappella

Riparazione volta

Riparazione volta

Rifacimento altare

Riparazione copertura (1821)
I dipinti custoditi nella Cappella di San Rocco
Questo dipinto Settecentesco, opera iconica della Cappella, è stato restituito al suo aspetto originale da un recente restauro ed è attualmente in corso di studio.
Influenzato dai modi stilistici del pittore torinese Claude François Beaumont (1694-1766) è probabilmente opera di un suo allievo o collaboratore ed il riferimento a Carlo Ignazio Nepote (1710-1780), figlio di un borghigiano Piobesino e collaboratore del Beaumont in alcune decorazioni del Palazzo Reale di Torino, appare il più interessante.

Prima del restauro

Dopo il restauro

Cappella di San Rocco, Piobesi

Chiesa dell'Annunziata, Milano
Dipinto ad olio su tela Secentesco che indubbiamente mostra affinità con il modello iconografico della Santa Lucia attribuita al pittore Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, un dipinto anch'esso ad olio su tela collocato nella chiesa milanese dell'Annunziata.
Nel panorama oltremodo complesso ed affollato di opere devozionali e di artisti originato dal movimento della Controriforma l'interpretazione di questa “affinità” è difficile. Soprattutto nel Seicento il programma propagandistico della Chiesa cattolica punta ad un “ritorno alle origini” incentrato sulla celebrazione dei primi martiri.
Se valorizziamo questa affinità, soprassedendo alla diversa gamma coloristica, possiamo uscire dalla nebbia dell'anonimato per entrare alla bottega del Moncalvo, dove si forma anche la figlia Orsola Maddalena (1596-1676), una delle più importanti interpreti femminili dell'Arte della Controriforma.
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